Magica solitudine

Ho letto “cent’anni di solitudine” nel lontano … oddio non lo ricordo .. comunque era l’estate tra il primo ed il secondo liceo, che per me è finito 11 anni fa, quindi fate un po’ voi i conti!

L’autore, che  è diventato uno dei miei autori preferiti dopo aver letto questo suo primo romanzo, fa parte di quella corrente chiamata “realismo magico”. Preciso che l’espressione “primo romanzo” è da intendere come primo dei suoi romanzi che io ho letto, non come primo romanzo composto!
Ora, il realismo magico – mi sono documentato a questo proposito – è una corrente letteraria, oltre che pittorica, in cui al realismo delle ambientazioni si uniscono degli elementi magici, inspiegabili, che possono appartenere alla consecutio temporale, non regolare, possono essere elementi ripresi dal folklore e dalla tradizione, particolare attenzione alle sensazioni. Questi elementi in quest’opera di Marqùez sono rappresentati innanzitutto dall’atmosfera che si respira attraverso il libro: magica perchè indefinita, ovattata, lontana, come se una cupola protegesse il luogo in cui avvengono e si alternano le vi
Come era usanza nel ‘600 per esempio, i nomi si ripetono da padre al figlio sempre uguali, il che potrebbe creare confusione .. Vi confesso che qualcuno con cui ne ho parlato ha denunciato proprio questo! Ma le altre persone che mi han dato testimoninza dela lettura di questo libro si sono dimostrate entusiaste del testo. Sempre lo stesso nome, o comunque in molti casi, è vero: ma il coktail di personaggi che si alternano sulla scena, negli anni di vita della famiglia, è vario e ben costruito. Se riuscite a star dietro all’alternarsi dei Buendìa, cognome della famiglia,  il testo vi coinvolgerà. Attraverso le parole, l’autore vi coinvolgerà nella vita di questa famiglia, una vita in molti casi sofferta, e nelle atmosfere lontane del luogo indefinito in cui vive.
Una famiglia accompagnata costantemente da una specie di mago moderno, proveniente non si sa da dove, che durante la storia rappresenta un elemento di novità per i personaggi che si alternano sulla scena.
La famiglia è destinata a cent’anni di solitudine perchè tutta la famiglia è protagonista del romanzo e vive esattamente cento anni, dopo i quali, con la morte dell’ultimo rappresentente, non ne rimarrà più traccia, a significare che anche nell’arco di cento anni si può restare da soli.

Sarà magica anche la solitudine che vivrete durante la letura di questo libro!

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