E voi? Vi emozionate?

Ho letto il libro in questione esattamente un anno fa, settimana più settimana meno, per scrivere la mia tesi di laurea. Questa recensione è rivolta a tutti coloro che leggono i libri, che sono anche coloro che leggono questo blog! Si tratta di un saggio, ma non di quelli dalle trattazioni pesanti e che difficilmente si fanno digerire.

Chi di voi non si è emozionato leggendo un libro? Chi di voi non ha provato dei sentimenti suscitati dai personaggi di un romanzo? Chi di voi non si è commosso con il piccolo principe? O ha provato sentimenti di ribrezzo a causa del Conte Dracula? Chi di voi insomma non ha provato una qualsiasi della vasta gamma delle emozioni leggendo la storia di qualcuno? Ecco.. Ma avete mai riflettuto sul fatto che colui o colei o anche coloro nei confronti o a causa dei quali stavate provando qualcosa sono personaggi di fantasia? Non vi sembra strano? Vi spaventate a causa di un vampiro finto!
“Chi ha paura di Mr. Hyde?”, dall’esplicativo sottotitolo “Oggetti fittizi, emozioni reali”, risponde proprio a questa domanda che, posta in questo modo, può risultare alquanto imbarazzante!
Il problema sembra paradossale: mi emoziono, in maniera positiva o negativa che sia, a causa di persone che non esistono, di entità che non posso toccare, di oggetti, per l’appunto, fittizi. Attraverso un percorso che si confronta con alcuni generi della letteratura e del cinema, perché anche i personaggi dei film sono oggetti fittizi, e le varie teorie che riflettono su questo problema, l’autrice ci dà una soluzione che si basa sull’assunzione di una specifica prospettiva: quella meinongiana. Meinong è un pensatore vissuto a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Di suo interesse e oggetto di riflessione, erano appunto gli oggetti fittizi, che tanto paiono coinvolgerci pur non esistendo. La soluzione è semplice: gli oggetti fittizi non sono reali è vero, ma questo non vuol dire che non esistano! Anche loro possiedono delle caratteristiche no? Sia fisiche che caratteriali. Per cui, anche se non possiamo toccarli per mano, sappiamo benissimo certe descrizioni a chi si riferiscono! Quando parliamo di bovarismo, sappiamo benissimo a chi si è pensato coniando questa affezione! Ecco che allora, inquadrato il problema da questo punto di vista, non ci sentiremo più tanto sciocchi nel provare qualcosa a causa di qualcuno che vediamo in un film o incontriamo durante la lettura di un libro!

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