Un altro ciclo arturiano?

Holetto/riletto questo libro qqualche anno fa .. ma è stato bello come se lo leggessi per la prima volta! questo di cui comincio a scrivere è il primo romnzo che fa parte della saga “Il romanzo di Excalibur”

Chi non ha letto qualcosa a proposito di re Artù? Immagino tutti! Considerando che il ciclo arturiano si studia, anche se di sfuggita, anche nelle scuole, come esempio del volgare della lingua francese che stava cominciando a diffondersi. Infatti i primi poemi epici in lingua francese (ricordate la differenza tra lingua d’oc e d’oil?) erano proprio sulle gesta di Artù e dei suoi cavalieri. Tutte le storie sono ambientate nella moderna Inghilterra, almeno tutte quelle più diffuse. Se forse non avete letto nulla a questo proposito, di sicuro vi sarà capitato di vedere qualche film come “Il primo cavaliere”, con Sean Connery nella parte di Artù e Richard Gere nella parte di Lancillotto: la vicenda raccontata è quella che riguarda il rapporto tra Ginevra e appunto Lancillotto, che è un amore proibito, essendo lei moglie del re e lui un suo cavaliere. Comunque, non è del film che dobbiamo parlare in questa sede, ma di uno dei romanzi più appassionanti che abbia mai letto. Ovviamente è da fare una premessa: se la storia di Artù, Camelot, Merlino e quant’altro vi appassiona, se il romanzo storico è uno dei vostri preferiti e se non siete avversi alle atmosfere antiche e fantastiche.. questo è il libro (i libri) che fa  per voi! Le premesse non sono poche o di poca importanza, è vero. Però io credo che la saga di Artù appassioni molte più persone di quello che si crede. Se la vicenda interessa per i suoi aspetti fantastici, credo che anche un romanzo storico che parla di questa figura non sia da scartare! Infatti, di romanzo storico si tratta. L’autore è uno storico e cerca di indagare storicamente la figura di Artù, essa stessa fantastica, in quanto avvolta da un alone di mistero che ne rende difficile l’identificazione storica con un personaggio preciso: si è convinti che Artù è un personaggio realmente esistito. A questo proposito l’autore, ad ognuno dei cinque libri che compongono la saga, postpone una nota, in cui spiega le sue scelte di ambientazione, di periodo e di personaggi.

Cerchiamo di non confonderci con troppe informazioni adesso, ci sarà tempo per darle tutte, e cominciamo con ordine. Il primo libro si intitola “Il re d’inverno”. Come da titolo, l’inizio del racconto è ambientato proprio durante una notte fredda e buia, da una parte, ed una giornata fredda e uggiosa dall’altra. Il racconto infatti avviene su due livelli: il primo è quello del presente del narratore, che ha partecipato alla storia di Artù e la racconta, ed un passato, in cui si citano tutti i personaggi di cui conosciamo di sicuro i nomi: Uther, Artù, Merlino, Morgana, Ginevra, Nimue, Lancillotto ecc. Il grosso del racconto, che è in prima persona, riguarda Artù e tutto ciò che lo circonda. In effetti la saga non è propriamente ed esclusivamente arturiana: lo è perché il personaggio che occupa maggiore “spazio” è appunto Artù, ma solo da un certo punto. Da bravo storico, l’autore, Bernanrd Cornwell, contestualizza la vicenda, descrive il periodo storico, gli usi, i costumi: ci dà delle informazioni sulla società che ospiterà il racconto. Forse in maniera molto veloce, ma con uno stile semplice, poco pretenzioso ma corretto, ci coinvolge nella storia e ci riporta a quel tempo. Vi è venuta un po’ di curiosità?

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