Basta pentirsi?

Le Furie, o Erinni in greco, erano esseri demoniaci che impersonificavano la vendetta. Quando qualcuno si macchiava del crimine di omicidio, esse erano pronte a punirlo.

Ascension è un paesino del Main. Gli inverni sono rigidi e i passatempi sono pochi. I ragazzi di lì trascorrono la loro vita come tutti gli adolescenti americani che vediamo nei telefilm: quotidianamente devono fare i conti con i problemi di popolarità e quelli derivanti dalla famiglia e dall’amore. Fino a quando un avvenimento non turba le loro vite, o almeno di una parte di loro: il suicidio di una loro compagna di scuola, ragazza sfortunata riuscita a risollevarsi dal suo destino di isolamento grazie al matrimonio fortunato della madre con un uomo ricco. Un ragazzo in particolare sarà sconvolto da questa notizia. Chase Singer era stato il  migliore amico della ragazza che si è suicidata, in stato di coma al momento della diffusione della notizia, fino a quando questa non aveva cambiato vita. Parallelamente  conosciamo un’altra studentessa di Ascension, Emily Winters, appartenente alla stessa scuola di Chase e molto amica della ragazza più popolare della scuola. La colpa di Emily? Essersi innamorata del fidanzato della sua migliore amica. Allargando un po’ lo spettro delle colpe, poiché non si tratta di omicidio nel caso di Emily, fanno la loro comparsa ad Ascension le tre sorelle, pronte a infliggere una punizione adeguata. Infatti esse seguono la legge del contrappasso: la punizione è commisurata alla colpa. Ma oltre Emily anche Chase sarà “perseguitato” dalle Furie: perché? Perché una di loro farà innamorare il povero ragazzo di sé? “Il dono delle Furie”, descrivendo una realtà che possiamo ad un prima occhiata ritenere banale, in quanto mostra i soliti adolescenti americani coi soliti problemi visti tante e tante volte in tv, promette dei colpi di scena inaspettati. Con un modo di esprimersi fresco e diretto, l’autrice ci fa conoscere queste figura mitologiche che rappresentano le conseguenze a cui ci dobbiamo aspettare di andare incontro se trasgrediamo, se facciamo del male gratuitamente, se non pensiamo prima di agire. Una storia di colpa e pentimento che non sempre però basta. Non sempre le scuse, ci fanno capire le Furie, bastano a sanare quello che abbiamo fatto, sia nel caso in cui siamo trascinati dagli eventi, sia quando facciamo qualcosa volontariamente, accecati noi stessi dalla vendetta. La vendetta non è qualcosa ad uso e consumo degli esseri umani: la vendetta logora e ci rende peggiori di quelli che siamo. Ecco perché della vendetta si devono occupare le Furie.

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