C’è nel regno una bimba in più

La fine del primo libro della trilogia, Il diario proibito di Maria Antonietta, ha segnato l’inizio della fine.maria-antonietta Ha rappresentato sì l’inizio di una nuova fase, perché la delfina è diventata finalmente regina, ma ha anche rappresentato l’inizio del disfacimento della monarchia francese. Infatti Maria Antonietta. I segreti di una regina narra, in modo romanzesco ma dettagliato e storico, di quel periodo che intercorre tra la nomina dei nuovi re, che salgono al trono dopo la morte di Luigi XV, alla presa della Bastiglia, il 14 luglio 1789.

 

Cosa ha causato il disfacimento della monarchia? Cosa ha portato i cittadini francesi all’esasperazione e a odiare la loro regina? Sicuramente non è stato solo lo “scandalo della collana” a mettere in moto i malumori dei cittadini. Maria Antonietta era osteggiata e mal voluta fin dal suo arrivo in Francia: forse era dovuto al lungo e conflittuale rapporto intercorso fra Austria e Francia? Sicuramente non sono stati di aiuto il carattere timido, introverso ed impacciato di Luigi, né l’ingombrante presenza della mamma imperatrice d’Austria, tanto forte e decisa. Maria Antonietta avrebbe tanto voluto somigliarle, diventando una regina giusta e coscienziosa, distinguendosi dalle regine venute prima di lei, ma l’etichetta della corte di Versailles non le permetteva di prendere parte alle decisioni importanti, alle questioni politiche e di gestione del regno. Solo quando le cose si metteranno davvero male l’insicuro marito chiederà consiglio a Toniette, come la chiama teneramente. In tutto quel tempo la regina, arrivata alla corte francese poco più che adolescente, si è lasciata andare al gioco e ai lussi, forse anche per compensare la mancanza di un figlio che tardava a venire, che dopotutto era il principale motivo per cui era stata mandata a una corte straniera. Continua preoccupazione per i suoi sudditi, ma tenuta allo scuro di molte cose e impossibilitata a intervenire direttamente, prendendo una posizione forte, l’ex delfina continuerà ad opporsi alla rigida etichetta di corte, aumentando così le voci sul suo conto. Può essere forse anche lei considerata una rivoluzionaria, più vicina ai futuri rivoluzionari di quanto questi pensassero. Juliet Gray, attenendosi rigorosamente ai fatti storici, ma non abbandonando mai la su vena romanzesca, ci mostra una Maria Antonietta spesso esasperata e delusa, insoddisfatta, che fa le cose a metà perché non ha la possibilità di andare oltre. Una regina quindi chiusa nel suo mondo, non potendo fare altro, che a un certo punto cede di fronte all’avvenenza del conte von Fersen, con cui comincerà ad avere una relazione extraconiugale: il conte le dà quello che Luigi non riesce a darle, nonostante il suo amore e la sua devozione, di cui comunque la regina si è accorta e che ricambia con altrettanto affetto. Ma una donna privata già di molte cose, che pensava di andare incontro a un futuro che poi si è dimostrato completamente diverso, corrotta da una corte da cui non ha avuto la forza di difendersi, usata da molti e osteggiata da molti altri, come poteva non cedere di fronte all’unico sentimento forte e travolgente della sua vita?

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