Gioie e dolori di una governante

Esistenze travagliate fatte di infanzie infelici e realizzazioni tarde a venire. Avete mai letto delle storie sofferte? Storie in cui pensate “E che diamine, non gliene va bene una!”? Ovviamente potete immaginare che ogni storia abbia il suo lieto fine. Retaggio della fiaba? Proprio così: nella fiaba si dovevano sempre affrontare delle difficoltà, ma alla fine l’eroe riusciva ad avere un lieto fine. Senza dilungarci sulla fiaba e le propperiane funzioni (le fasi in cui si articola l’avventura narrata nella fiaba ed analizzate da  Propp), diciamo subito che il romanzo di cui si parla è Jane Eyre, di Charlotte Bronte. Un classico della letteratura, forse non da tutti conosciuto, che ha avuto già due trasposizioni cinematografiche. Immagine

La storia è quella di una bambina, adottata da una parente, che subisce di continuo gli sfottò e i soprusi dei cuginetti più fortunati. Trattata a mo’ di serva, non si lascia piegare. Dal carattere fiero e indisponente, forse troppo maturo per una bambina di dieci anni, viene presto allontanata da casa e mandata in una scuola, poco ospitale, un po’ tetra e dall’odore carcerario, in cui trascorrerà intere giornate e anche i periodi di festa. Crescerà culturalmente e intellettualmente, non verrà meno la sua rettitudine morale e imparerà a conoscere la vera amicizia e il calore umano.  Con un bagaglio di gioie e dolori, esperienze che fanno di un essere umano quello che è, lascerà la scuola, dopo essere diventata una degli insegnanti e aver passato lì alcuni anni ricoprendo tale funzione, in cerca di un lavoro come insegnante. Fuori dalla scuola conoscerà anche l’amore, violento, una di quelle passioni che ti consumano prima, per poi renderti completamente felici. Infatti Jane dovrà attraversarne dei guai per riuscire a coronare il suo sogno d’amore!

La sofferenza non manca certo, come neanche però il lieto fine, come abbiamo detto. Altra cosa che non manca, sono quei due o tre episodi che ci fanno ripensare un po’ al romanzo gotico, spettrali apparizioni e paesaggi poco ospitali, misteri irrisolti e sospetti logoranti. Dopotutto l’anno di pubblicazione del romanzo è il 1874. Il romanzo gotico aveva già avuto il suo momento d’oro, ma aleggiava ancora il suo spettro sugli scrittori emergenti. Un’analisi psicologica attenta e una descrizione particolareggiata del carattere dei personaggi principali sono tra i motivi del successo riscontrato dal romanzo e ne costituiscono la sua attualità. Chi non conosce una Jane dopotutto o comunque l’ha incontrata? Se non la conoscete, consiglio di leggerlo perché così potete aggiungere un altro tassellino alla conoscenza del genere umano, se la conoscete vi divertirete a trovare le corrispondenze tra la vostra conoscenza e la protagonista del romanzo.

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