Abbazie e tormenti

Quanto possono essere dannose le voci riportate da terzi? Quanto si può credere a quello che terze persone, fanfarone e dalla bocca larga, hanno da dire e che riferiscono? In base a che cosa possiamo valutare le persone? Forse è già da come parlano e si esprimono, dal fatto che vadano da un discorso ad un altro come un’ape di fiore in fiore, che ci possiamo rendere conto di come queste persone ragionino e di quanto siano volubili i loro caratteri. Ogni lettura può offrire uno spaccato sul genere umano e un’occasione per potervi riflettere.Immagine

Chi apprezza il romanzo gotico non può lasciarsi scappare la lettura de L’abbazia di Northanger di Jane Austen. Col suo stile ironico, l’autrice risponde alla moda dell’epoca di questo genere che aveva riscosso tanto successo. La stessa protagonista, chiamata Catherine, ne è affascinata e suggestionata: protagonista che è chiamata “eroina” come è degno essere chiamati quando si affrontano pericoli indescrivibili e fantasmi vendicativi. Protagonista che solo perché si trova per un periodo ad abitare in un’abbazia pensa di trovare chissà quali storie macabre, misteri nascosti e lugubri passati. Ogni corridoio, ogni stanza e perfino ogni oggetto può avere una storia da raccontare. Giunta da una piccola cittadina, la nostra protagonista, priva di particolari capacità e qualità, ma fondamentalmente buona e gentile, trascorrerà un periodo in una località “vacanziera”, che andava molto di voga all’epoca. Qui verrà a contatto con la società delle feste, dei balli, delle grandi sale, dei bei vestiti e dei cappellini. Tra le conoscenze fatte, grande importanza avrà quella con la famiglia Tilney. Il secondo fratello, Henry, da subito avrà un certo ascendente su Catherine e le offrirà la possibilità di trascorrere un periodo nella loro casa, l’abbazia di cui sopra.

Se la Austen avesse scritto veramente un romanzo gotico e non la sua parodia, ci sarebbe certo riuscita egregiamente. Comunque l’ironia non si ferma certo lì. La parodizzazione messa in piedi dall’autrice è anche rivolta ai romanzi sentimentali e alla società del suo tempo. Gli amori appassionati che sono narrati alle volte sono deboli come foglie secche ancora attaccate al ramo di un albero, cioè sono facili a staccarsi sotto la forza del vento. I valori e le cose importanti su cui ci si dovrebbe concentrare sono altrettanto effimeri e passeggeri. La società descritta nel romanzo non ne esce proprio vittoriosa. Forse non è uno dei romanzi più conosciuti, ma di certo lo stile è inconfondibile e tutto sommato risulta carino e di facile lettura, mettendo sulla scena in modo così spudorato i falsi idoli della società ottocentesca.

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