Cercando quello che c’è dietro

strada di mattoni gialliLa fiaba ha per il bambino una funzione catartica: gli serve a liberarsi dalle paure e come incoraggiamento ad affrontarle, con la fiducia poi che tutto si risolverà per il meglio nonostante le difficoltà da superare, con cui l’eroe deve sempre avere a che fare. Il cattivo è sempre in agguato e pronto a nuocergli, ma il nostro eroe troverà degli amici o degli strumenti che lo aiuteranno a raggiungere al vittoria.

Questa era la fiaba, almeno quella classica, di Perrault e dei Grimm, per intenderci. All’inizio del Novecento anche abbiamo delle fiabe, come Il mago di Oz, di Lyman Frank Baum. Però, se anche rispecchiano diversi aspetti della fiaba tradizionale e la struttura individuata da Propp nella sua Morfologia della fiaba, si tingono di elementi nuovi. Ci si può applicare a queste fiabe da diversi punti di vista, tanto da quello dell’adulto, tanto da quello del bambino. La storia è semplice e conosciuta da tutti: una bambina, tranquilla e gentile, atterra, a causa di un tornando, con la sua casetta e il suo cagnolino, in un regno fantastico, in cui esistono streghe, maghi, oggetti inanimati parlanti e strani abitanti. Dopo che la sua casetta è atterrata su una delle streghe cattive, uccidendola, comincia la sua lunga camminata, lungo la strada lastricata dai mattoni gialli, verso la Città di Smeraldo, per incontrare il mago più potente della regione, chiamata Oz. Sulla strada incontrerà uno Spaventapasseri parlante desideroso di avere un cervello, per sentirsi all’altezza degli altri uomini; un Uomo di Latta, in cerca di un cuore, che gli consentirebbe di provare quello che provano anche gli altri esseri umani; e un Leone Vigliacco, in cerca del coraggio che gli consentirebbe di poter occupare il posto che merita, cioè quello di re della foresta. Così Doroty, questo il nome della bambina, e i suoi nuovi amici, che decidono di andare dal mago per chiedergli di esaudire i loro desideri, affronteranno pericoli e impedimenti per coronare i loro sogni. Pericoli che non termineranno quando saranno giunti alla Città di Smeraldo, però.

Dietro il viaggio di Doroty attraverso la regione di Oz, divisa in tante parti, ognuna governata da una persona diversa talvolta buona e talvolta cattiva, si nasconde un chiaro messaggio politico, probabilmente inerente il periodo in cui questa fiaba fu scritta. Ma il lato che forse può più interessare il lettore è quello umano: infatti si respira una grande umanità in questa fiaba e tutti coloro che cercano qualcosa in realtà già la posseggono. Difatti lo Spaventapasseri ha già la capacità di pensare, pur non avendo un cervello fisico; l’Uomo di Latta si preoccupa già tanto per gli altri e il Leone fifone si prodiga per aiutare i suoi amici. Serve loro solo qualcuno che gli dia fiducia, e gli faccia credere di avergli dato ciò che essi chiedono. Insomma ognuno di noi può trovare in sé quello che pensa di volere, basta sforzarsi e fare un cammino, come la strada di mattoni gialli, senza fare affidamento su persone esterne, che poi magari non ci sono di alcun effettivo aiuto.

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