Uno studio approfondito di un famoso classico: I viaggi di Gulliver

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I viaggi di Gulliver è un classico molto famoso. Ma ne conosciamo il reale valore e significato?

Ho deciso di cominciare, parallelamente alla recensione/presentazione di libri, l’attività di analisi, non eccessivamente approfondita, come se stesse leggendo un libro di letteratura, ma semplice e lineare, di alcuni libri che leggo. Queste osservazioni possono riferirsi a tutto il libro, o solo ad alcune sue parti.. non so bene ancora, ma una cosa la so di sicuro: vorrei cominciare a parlarvi in maniera più o meno dettagliata di uno dei classici più famosi: sto parlando de I viaggi di Gulliver. Forse c’è da svecchiare questo classico, c’è da riuscire a vederlo non più solo come libro di intrattenimento magari per un pubblico giovane, ma come una critica abbastanza minuziosa alla società dell’epoca, dei suoi pregi e dei suoi difetti, ed alla figura del borghese, nuovo eroe sociale del tempo. Infatti il romanzo è uscito nella prima metà del 1700 e la borghesia era un fiore che stava sbocciando e di cui già si vedeva la bellezza.

I motivi per i quali è da apprezzare più come un romanzo critico che come un libro avventuroso sono

  • come ammette lo stesso narratore, al suo interno non sono riportate delle avventure;
  • non è raccontato nulla di spettacolare e mirabolante;
  • il ritmo della narrazione è piuttosto tranquillo e non è serrato e avvincente (cosa che un lettore di un romanzo di avventure si aspetterebbe).

Questi sono i motivi che hanno fatto di questo famoso romanzo classico una lettura adatta ad un pubblico infantile. Il problema è che il pubblico infantile non ne può cogliere la portata critica ed ironica: soli chi ha un minimo di preparazione può apprezzare questa lettura, che ripeto essere soprattutto critica e piacevole da fare solo se ci si approccia al romanzo con questo intento.

jonnathan swift

Se cercate mirabolanti imprese, colpi di scena e avventure mozzafiato, lasciate perdere. Ma leggendo il romanzo con uno spirito critico rivolto alla società del tempo in cui è stato scritto e uno spirito storico pronto ad afferrare eventuali riferimenti storici, allora la lettura può risultare decisamente piacevole. Anche perché sapete da chi è stato scritto? Swift era un sacerdote che si era occupato di politica e che aveva avuto un’infanzia piuttosto triste. Oltre questo anche la sua vita amorosa era stata abbastanza particolare! Morì stroncato da una malattia. Vediamo nel dettaglio cosa c’è dietro lo scrittore allora. Sapendolo forse ci verrà maggiore voglia di leggere il romanzo! Cominciamo a vedere nel dettaglio la sua vita e più in là, con la lettura, cercheremo di rispondere alla domanda: nel romanzo si possono ritrovare dei cenni autobiografici?

  1. Swift nasce a Dublino da genitori inglesi (e già si sa che per degli inglesi in Irlanda la vita non è semplicissima) e studia regolarmente, laureandosi però con qualche difficoltà causata dal rifiuto di studiare filosofia logica (una carriera accademica in parte difficoltosa). Ecco due elementi: infanzia forse difficile e rifiuto di una parte della filosofia. Infatti nel romanzo si trovano alcuni punti in cui c’è una critica, più o meno velata, alla filosofia.
  2. Dopo gli studi, Swift diventa il precettore di una bambina, che poi avrà un ruolo importante nella sua vita amorosa, e si dedica alla politica e alla poesia, senza però ottenere grandi risultati. Da questo momento intraprende la carriera religiosa: non era spinto da una vera vocazione, ma dal desiderio di una indipendenza economica. Altri elementi: la bambina (si ritroverà una bambina nel romanzo e questa avrà un ruolo centrale); la delusione per non essere riuscito ad ottenere il successo grazie alla poesia; il dedicarsi alla vita politica e la religione (che lo porterà anche ad avere rapporti con i reali d’Inghilterra)abbracciata per convenienza più che per vocazione.
  3. La sua attività in Inghilterra, soprattutto politica, ma anche ecclesiastica, comincia a dare frutti e intanto il buon Swift si sposava in segreto con la sua ex allieva, di nome Esther. Però i sogni di gloria finiscono e Swift torna in Irlanda: il partito politico in cui aveva parteggiato era ormai caduto in disgrazia. Oltre le continue delusioni della vita pubblica, e i gossip amorosi, c’è un altro elemento: rappresentato dall’elemento del viaggio, nella sua vita dall’Irlanda all’Inghilterra e viceversa.
  4. Il caro Swift, dal carattere non facile, stringe rapporti amorosi con un’altra Esther, che sarà chiaramente ritrovata nel personaggio di Vanessa, è messo a dura prova dalla labirintite. La vita travagliata, e che in questo ultimo periodo vede l’aggravarsi della malattia, è caratterizzata dalla scritttura del suo romanzo più famoso: quanti spunti ha avuto!
  5. Da questo momento ci sarà il declino, fisico e mentale, fino alla morte avvenuta nel 1740.
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