I viaggi di Gulliver: parte prima, capitoli 7 e 8

Dai capitoli letti e commentati fino ad ora, l’idea che mi sono fatto è questa: la società lillipuziana è una società antica, molto distante nel tempo, da un certo punto di vista arretrata, almeno a livello di conoscenze (come dimostra il credere che la Terra sia ancora piatta), certo  non mancano i lati positivi, come al livello morale, ma è di sicuro una società a cui manca tanto altro, per esempio a livello politico.

Parte prima – Viaggio a Lilliput

Capitolo 7

Proprio in questo capitolo si ha la prova definitiva che questa società ha qualcosa di sbagliato e di corrotto al suo interno. Questa prova proviene dal fatto che sono sorti dei complotti ai danni dell’Autore (così come è chiamato Gulliver nel romanzo). E sapete questi complotti, che poi sono stati portati in forma ufficiale al cospetto dell’imperatore che ha ceduto a questi, cosa mi hanno ricordato? L’ostracismo, cioè quella pratica diffusa nella Grecia antica, quindi ancora prima di Roma, che consisteva nello scrivere il nome di una persona su di una pietra, al fine di denunciarla come nemica dello Stato. Da quel che ricordo, ben presto questa pratica divenne uno strumento per liberarsi dai nemici o comunque da coloro che arrecavano qualche fastidio, quindi era una pratica corretta nell’idea teorica, ma che praticamente finì col diventare strumento di beghe personali e complotti. A Gulliver, questo è quello che ho pensato, cosa è successo? È stato ostracizzato! E allora che fa? Scappa nel regno vicino che, come abbiamo già detto, è comandato da un altro imperatore, perché gli imperatori non sono mai abbastanza 😛

ostrakon, ostracizzare




Il povero Gulliver in pratica è stato ostracizzato!

 

Capitolo 8

Questo è l’ultimo capitolo di questa prima parte. L’Autore è fuggito da Lilliput ma, saggio borghese, rifiuta l’aiuto che il nuovo imperatore gli ha offerto. Decide di fare affidamento sulle sue forze, perché, come egli stesso afferma, non si fida più di principi e ministri. E così, fabbricatosi una scialuppa, decide di partire e far ritorno in Inghilterra, dalla sua famiglia. E questo il punto più letterario di questa prima parte, perché egli ammette di non saper resistere lì, nella sua terra, e di avere un’insaziabile desiderio di vedere nuove terre. Sapete questo chi mi ha ricodato? Ulisse, l’eroe di Itaca, le cui gesta sono raccontate soprattutto nell’Odissea, che è condannato da Dante proprio per questa sua voglia di viaggiare e di spingersi al limite della Terra, superando le colonne d’Ercole.

colonne d'ercole


Gulliver, come un moderno Ulisse, vuole andare oltre le colonne d’Ercole

La sua punizione è dovuta più al fatto che egli abbia messo a rischio la vita dei suoi compagni, senza rispettare i loro sentimenti e la loro esistenza, che al fatto che andasse in cerca di conoscenza: questa infatti è una virtù e una voglia che in un certo senso Dante condivideva e capiva, ma religiosamente mettere a rischio la propria vita e quella dei propri compagni non era condivisibile. Io credo che per Gulliver sia un po’ lo stesso: la voglia di conoscenza lo spinge a partire di nuovo e questo però non lo condanna come Ulisse. Anche se Swift è un prete, è pur sempre un illuminista: quindi la punizione di Gulliver sarà quella di dover affrontare delle peripezie, ma alla fin fine avrà potuto lo stesso accrescere la sua voglia di conoscenza.

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