I viaggi di Gulliver: parte seconda, capitoli 3 e 4

Avevamo lasciato il nostro marinaio/chirurgo in una terra popolata da uomini giganteschi. Quello che abbiamo notato in questo famoso classico, nella disamina dei due capitoli precedenti di questa seconda parte e nei capitoli che formano la prima parte, è che l’intento dell’autore è fortemente polemico e di critica feroce. Infatti i viaggi fantastici, che secondo me a livello narrativo non sono niente di speciale, e questo non è da considerare un romanzo d’avventura, poiché le avventure narrate hanno una finalità altra rispetto a quello del semplice intrattenere (come accade nelle fiabe di Perrault), servono solo a coprire la forte  disamina delle società di diverso tipo, i vari tipi di ordinamento sociale, i drammi sociali, ecc ecc.

Proprio la denuncia, che troverà il suo culmine nei romanzi di Dickens, del lavoro minorile caratterizza il capitolo precedente, in cui l’autore narra di essere portato al mercato ed essere sfruttato dal proprio padrone per guadagnare: un piccolo che è usato dal grande per trarre profitto.. secondo voi non è una metafora dello sfruttamento minorile? Posizione che mostra una certa sensibilità illuminista indubbiamente, ma che è anche parecchio moderna.  Vediamo allora come prosegue la storia e quali critiche sono mosse.

Parte seconda – Viaggio a Brobdingnag

Capitolo terzo

Già dall’inizio di questo nuovo capitolo si può osservare subito che anche questa società è poco moderna, ancora legata ad un regime vecchio ed antico. Infatti re

  • ci sono qui re e regine,
  • servitori della gleba
  • e lavoratori dei campi, come l’ex padrone del protagonista.

In questo inizio del capitolo l’Autore è portato al cospetto del re, dopo essere stato ceduto da colui che l’aveva trovato, e si definisce, a dimostrazione del fatto che siamo al cospetto di una società retograda, vassallo. Tralasciando che i dotti chiamati dal re a esaminare l’Autore non riescono a spiegare la sua esistenza (chiara dimostrazione di “dotti” solo a parole, che giudicano innaturale ciò che non riescono a spiegare) e il successo che il borghese ha presso la regina, ciò che ci conferma dell’arretratezza di questa società e che ci comunica che è afflitta dalla suggestione di echi lontani è l’elemento della portantina, mezzo di trasporto nobiliare. Questo episodio, che mi è rimasto particolarmente impresso, è successivo ad una critica, non tanto velata, alla nobiltà, ed è citata anche quella d’Inghilterra.

Capitolo quarto

portantina

La portantina caratterizza l’inizio del nuovo capitolo e sta a mostrare quanto questa società sia antica, arretrata e lontana: nel tempo quanto nello spazio. Infatti l’Autore narra dell’assenza di porti e del totale isolamento del popolo. Il capitolo non è lungo e si concentra soprattutto sulla descrizione anche architettonica della capitale del regno.

Quindi vi saluto e vi rimando al prossimo post!

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