I viaggi di Gulliver, parte seconda capitolo 7

Oggi il post è interamente dedicato al settimo capitolo della seconda parte. Perché se fino ad ora i post hanno presentato due capitoli per volta? Perché il capitolo in questione è abbastanza pieno! Era successo che il capitolo precedente fosse abbastanza scarno (perché magari era dedicato alla semplice narrazione, senza nulla di polemico o critico da annotare). E quindi il capitolo che segue risulta molto interessante, ricco di riferimenti e messaggi subliminali… anche abbastanza evidenti però!

illuminismo inglese, i viaggi di gulliver

Continua a leggere

Annunci

I viaggi di Gulliver: parte seconda, capitoli 5 e 6

Eravamo a corte. Gulliver si stava ambientando e dopo essere stato sfruttato dal suo padrone, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, finalmente aveva trovato chi godesse della sua compagnia. Anche questa società che abbiamo imparato a conoscere, per quanto arretrata sotto certi aspetti, e lontana dalla civiltà illuminata dell’Inghilterra del Settecento (come metaforicamente mostra l’isolamento dell territorio su cui sorge questo regno, che ad esempio non ha porti), ha alcuni lati positivi. Nel CAPITOLO 5 non c’è nulla che mi abbia colpito, durante la lettura.

illuminismo inglese, i viaggi di gulliver

Parte seconda – Viaggio a Brobdingdnag

Capitolo sesto

In questo capitolo il re che ospita Gulliver si fa raccontare un po’ della società da cui l’Autore proviene. Ecco allora che comincia una critica mirata e radicale della cività da cui propviene Swift. Una critica metaforica certo, perché inserita all’interno di una vicenda, ma che potrebbe essere sviluppata tranquillamente all’interno di un piccolo saggio. Infatti l’esposizione avviene attraverso una serie di udienze, di cui L’Autore ci presenta un sunto, ma che sarebbero potute essere divise tranquillamente in alcuni capitoli di uno scritto, in cui all’esposizione di un determinato aspetto seguono dubbi e obiezioni. Verso la fine della trattazione, c’è poi una dichiarazione che io ho trovato esplicitamente illuminista, perché parla del pubblico bene e quindi dimostra una certa sensibilità nei confronti di alcune tematiche tipiche del periodo e di quella corrente di pensiero. La frase è questa: “[…] coloro che professavano opinioni nocive al pubblico bene fossero obbligati a cambiarle e non fossero invece costretti a nasconderl: mentre sarebbe stato tirannia, in ogni governo, pretender la prima cosa, era debolezza non esigere la seconda. Perché si può ammettere che un uomo si tenga dei veleni nel suo sudio privato, ma non che vada a venderli in giro come cordiali.”.

I viaggi di Gulliver: parte seconda, capitoli 3 e 4

Avevamo lasciato il nostro marinaio/chirurgo in una terra popolata da uomini giganteschi. Quello che abbiamo notato in questo famoso classico, nella disamina dei due capitoli precedenti di questa seconda parte e nei capitoli che formano la prima parte, è che l’intento dell’autore è fortemente polemico e di critica feroce. Infatti i viaggi fantastici, che secondo me a livello narrativo non sono niente di speciale, e questo non è da considerare un romanzo d’avventura, poiché le avventure narrate hanno una finalità altra rispetto a quello del semplice intrattenere (come accade nelle fiabe di Perrault), servono solo a coprire la forte  disamina delle società di diverso tipo, i vari tipi di ordinamento sociale, i drammi sociali, ecc ecc.

Proprio la denuncia, che troverà il suo culmine nei romanzi di Dickens, del lavoro minorile caratterizza il capitolo precedente, in cui l’autore narra di essere portato al mercato ed essere sfruttato dal proprio padrone per guadagnare: un piccolo che è usato dal grande per trarre profitto.. secondo voi non è una metafora dello sfruttamento minorile? Posizione che mostra una certa sensibilità illuminista indubbiamente, ma che è anche parecchio moderna.  Vediamo allora come prosegue la storia e quali critiche sono mosse.

Parte seconda – Viaggio a Brobdingnag

Capitolo terzo

Già dall’inizio di questo nuovo capitolo si può osservare subito che anche questa società è poco moderna, ancora legata ad un regime vecchio ed antico. Infatti re

  • ci sono qui re e regine,
  • servitori della gleba
  • e lavoratori dei campi, come l’ex padrone del protagonista.

In questo inizio del capitolo l’Autore è portato al cospetto del re, dopo essere stato ceduto da colui che l’aveva trovato, e si definisce, a dimostrazione del fatto che siamo al cospetto di una società retograda, vassallo. Tralasciando che i dotti chiamati dal re a esaminare l’Autore non riescono a spiegare la sua esistenza (chiara dimostrazione di “dotti” solo a parole, che giudicano innaturale ciò che non riescono a spiegare) e il successo che il borghese ha presso la regina, ciò che ci conferma dell’arretratezza di questa società e che ci comunica che è afflitta dalla suggestione di echi lontani è l’elemento della portantina, mezzo di trasporto nobiliare. Questo episodio, che mi è rimasto particolarmente impresso, è successivo ad una critica, non tanto velata, alla nobiltà, ed è citata anche quella d’Inghilterra.

Capitolo quarto

portantina

La portantina caratterizza l’inizio del nuovo capitolo e sta a mostrare quanto questa società sia antica, arretrata e lontana: nel tempo quanto nello spazio. Infatti l’Autore narra dell’assenza di porti e del totale isolamento del popolo. Il capitolo non è lungo e si concentra soprattutto sulla descrizione anche architettonica della capitale del regno.

Quindi vi saluto e vi rimando al prossimo post!

I viaggi di Gulliver: parte prima, capitoli 7 e 8

Dai capitoli letti e commentati fino ad ora, l’idea che mi sono fatto è questa: la società lillipuziana è una società antica, molto distante nel tempo, da un certo punto di vista arretrata, almeno a livello di conoscenze (come dimostra il credere che la Terra sia ancora piatta), certo  non mancano i lati positivi, come al livello morale, ma è di sicuro una società a cui manca tanto altro, per esempio a livello politico.

Parte prima – Viaggio a Lilliput

Capitolo 7

Proprio in questo capitolo si ha la prova definitiva che questa società ha qualcosa di sbagliato e di corrotto al suo interno. Questa prova proviene dal fatto che sono sorti dei complotti ai danni dell’Autore (così come è chiamato Gulliver nel romanzo). E sapete questi complotti, che poi sono stati portati in forma ufficiale al cospetto dell’imperatore che ha ceduto a questi, cosa mi hanno ricordato? L’ostracismo, cioè quella pratica diffusa nella Grecia antica, quindi ancora prima di Roma, che consisteva nello scrivere il nome di una persona su di una pietra, al fine di denunciarla come nemica dello Stato. Da quel che ricordo, ben presto questa pratica divenne uno strumento per liberarsi dai nemici o comunque da coloro che arrecavano qualche fastidio, quindi era una pratica corretta nell’idea teorica, ma che praticamente finì col diventare strumento di beghe personali e complotti. A Gulliver, questo è quello che ho pensato, cosa è successo? È stato ostracizzato! E allora che fa? Scappa nel regno vicino che, come abbiamo già detto, è comandato da un altro imperatore, perché gli imperatori non sono mai abbastanza 😛

ostrakon, ostracizzare




Il povero Gulliver in pratica è stato ostracizzato!

 

Capitolo 8

Questo è l’ultimo capitolo di questa prima parte. L’Autore è fuggito da Lilliput ma, saggio borghese, rifiuta l’aiuto che il nuovo imperatore gli ha offerto. Decide di fare affidamento sulle sue forze, perché, come egli stesso afferma, non si fida più di principi e ministri. E così, fabbricatosi una scialuppa, decide di partire e far ritorno in Inghilterra, dalla sua famiglia. E questo il punto più letterario di questa prima parte, perché egli ammette di non saper resistere lì, nella sua terra, e di avere un’insaziabile desiderio di vedere nuove terre. Sapete questo chi mi ha ricodato? Ulisse, l’eroe di Itaca, le cui gesta sono raccontate soprattutto nell’Odissea, che è condannato da Dante proprio per questa sua voglia di viaggiare e di spingersi al limite della Terra, superando le colonne d’Ercole.

colonne d'ercole


Gulliver, come un moderno Ulisse, vuole andare oltre le colonne d’Ercole

La sua punizione è dovuta più al fatto che egli abbia messo a rischio la vita dei suoi compagni, senza rispettare i loro sentimenti e la loro esistenza, che al fatto che andasse in cerca di conoscenza: questa infatti è una virtù e una voglia che in un certo senso Dante condivideva e capiva, ma religiosamente mettere a rischio la propria vita e quella dei propri compagni non era condivisibile. Io credo che per Gulliver sia un po’ lo stesso: la voglia di conoscenza lo spinge a partire di nuovo e questo però non lo condanna come Ulisse. Anche se Swift è un prete, è pur sempre un illuminista: quindi la punizione di Gulliver sarà quella di dover affrontare delle peripezie, ma alla fin fine avrà potuto lo stesso accrescere la sua voglia di conoscenza.

I viaggi di Gulliver: parte prima, capitoli 5 e 6

Nei capitoli uno e due Gulliver è entrato in contatto con la società lillipuziana. Nel capitolo terzo e nel capitolo quarto ci ha un po’ descritto questa società e soprattutto la sua vita politica, non facendo altro che metterla in ridicolo! Che fa nei capitoli 5 e 6?

palazzo imperiale

Parte prima – Viaggio a Lilliput

Capitolo 5

Già nel capitolo precedente eravamo venuti a sapere che il regno di Lilliput è in lotta con il regno vicino, anche questo guidato da un imperatore. E il primo pensiero a tal proposito è stato “Possibile che ci siano due imperi così vicini?”… sembra la situazione dell’impero Romano dell’est e l’impero Romano dell’ovest. (Non ci viene raccontato però di come siano nati i due imperi, quindi posso andare solo allo sbaraglio). I due imperi sono in lotta e stanno per affrontarsi. E chi è che propone una soluzione vincente? Ovviamente lui, il borghese, che sfrutta i vantaggi della sua condizione, quella di essere un gigante, per metterli a suo favore e a favore del regno che lo ospita. Swift non si risparmia nel descriverci in che modo l’Autore (così è chiamato Gulliver) riesca ad avere la meglio sull’esercito nemico. Non è incredibile? Lo stesso avviene per un “problema” interno al regno: il palazzo reale, nella parte degli edifici ad uso dell’imperatrice, sta andando a fuoco. Sarà il borghese, di nuovo, a risolvere anche questo problema, più “domestico”, sempre sfruttando i vantaggi della sua statura. Due episodi raccontati nello stesso capitolo che non hanno apparente legame tra loro: non sembra anche a voi che l’unico intento fosse quello di mettere in risalto le doti intellettuali e d’ingegno dell’Autore? E sapete come ha spento le fiamme? Urinando sopra gi appartamenti imperiali, già… sembra un voler ribadire la superiorità della società da cui proviene Gulliver rispetto a quella rappresentata dai lillipuziani.  Urinare sopra qualcosa infatti è segno di attribuire poco valore a quel qualcosa. Magari voleva essere solo un episodio divertente? Scusate ma ci sono troppi significati nascosti in quest’opera per non attribuire un significato anche all’urinare sulle fiamme che divampano nel palazzo imperiale! E comunque prima che accada questo episodio, l’Autore fa un commento che mette in luce la volubilità dell’imperatore e quindi, a parer mio, indirettamente anche varie forme di governo e società. Le parole sono “Di così poco peso diventano i massimi servigi resi ai principi quando nell’altro piatto della bilancia si mette un rifiuto a soddisfare le loro passioni!”.

Capitolo 6

Nel capitolo sesto finalmente è detto qualcosa di buono su questa società. Non mancano le critiche certo, ma alcune cose sono apprezzate e l’accostamento con l’antichità continua.

terra piatta

  • Innanzitutto abbiamo il pensare, da parte dei lillipuziani, che la Terra sia piatta, e se non è un sottolineare l’arretratezza/l’antichità di questa popolazione ditemi voi cos’è: questa supposizione è rafforzata dal fatto che nelle società a seguire non verranno più riferite certe cose, il che è sintomo del fatto che Swift usa Lilliput per mostrarci alcuni aspetti negativi delle società, che si possono ammettere in una società del passato, ma non del presente.
  • Nonostante tutto, non mancano barlumi di saggezza in queste società, relativi alla morale cittadino di una persona, che deve essere molto alta e conforme al bene dello Stato.
  • L’organizzazione sociale e l’educazione dei bambini mi ha fatto pensare alla Repubblica di Platone, nello specifico a quel puno in cui si dice che ognuno nasce in una determinata fascia della società e se il suo animo è conforme a quella fascia, è lì che deve proseguire la sua formazione.
  • Alla fine del capitolo, nonostante le parole positive e qualche annotazione di merito, non poteva mancare la valutazione negativa: Lilliput è usato come regno d’esempio per criticare ciò che può accadere anche in uno dei regni d’Europa, di cui forse Swift aveva già avuto esempio, e cioè il fatto che alla corte dei re ci siano persone troppo influenti ma che non dovrebbero essere tali. Il capo di uno stato non può farsi influenzare dalle voglie/passioni/desideri passeggeri di uno dei suoi cortigiani.

I viaggi di Gulliver: parte 1, capitoli 3 e 4

Dopo i primi due capitoli della prima parte del famoso romanzo I viaggi di Gulliver, proseguiamo col commento. Qualche piccola osservazione che ci è saltata alla mente leggendo. Ma indubbiamente ne possono venire in mente tante altre! Già, quello di cui ci si accorge durante la lettura è che ogni parola ha un peso e ogni episodio raccontato ha un riferimento ben preciso.

Continua a leggere

I viaggi di Gulliver – Parte prima, capitoli 1 e 2

Una introduzione a proposito della vita dell’autore, alquanto burrascosa, e sul romanzo, basata su alcune riflessioni preliminari e le parole dell’autore stesso, l’abbiamo fatta. Timidamente ci siamo accostati alla lettura conoscendo il protagonista, ma ora andiamo avanti e cominciamo le nostre considerazioni. Cosa ci salta alla mente leggendo questo famoso romanzo?

Continua a leggere

Uno studio approfondito di un famoso classico: I viaggi di Gulliver

i viaggi di guliver, classici famosi

I viaggi di Gulliver è un classico molto famoso. Ma ne conosciamo il reale valore e significato?

Ho deciso di cominciare, parallelamente alla recensione/presentazione di libri, l’attività di analisi, non eccessivamente approfondita, come se stesse leggendo un libro di letteratura, ma semplice e lineare, di alcuni libri che leggo. Queste osservazioni possono riferirsi a tutto il libro, o solo ad alcune sue parti.. non so bene ancora, ma una cosa la so di sicuro: vorrei cominciare a parlarvi in maniera più o meno dettagliata di uno dei classici più famosi: sto parlando de I viaggi di Gulliver. Forse c’è da svecchiare questo classico, c’è da riuscire a vederlo non più solo come libro di intrattenimento magari per un pubblico giovane, ma come una critica abbastanza minuziosa alla società dell’epoca, dei suoi pregi e dei suoi difetti, ed alla figura del borghese, nuovo eroe sociale del tempo. Infatti il romanzo è uscito nella prima metà del 1700 e la borghesia era un fiore che stava sbocciando e di cui già si vedeva la bellezza.

Continua a leggere